
Questo Poema è un work in progress che si rifà alla storia del Bosco Ospizio e del dibattito suscitato intorno ad esso nella nostra città e a livello nazionale. Un Poema in Canti come l’Odissea o L’Orlando furioso. Ma moderno, cioè più vicino a qualcosa come i Canti di Ezra Pound, uno dei miei poeti preferiti, nonostante esistano associazioni di estrema destra che si chiamano Casa Pound. In Italia, specie nel Novecento, i testi poetici, generalmente, non sono narrativi, ma improntati all’illuminazione della poesia breve o brevissima. E le rare esperienze come La camera da letto di Attilio Bertolucci sembra un insieme di testi in prosa in cui si va a capo più spesso, più che veri e propri testi poetici. Ma nei paesi anglosassoni la poesia narrativa, quella dei poemi, è ancora molto diffusa. Questi Canti sono costruiti con la tecnica del cut-up di William S. Burroghs: non si tratta di un semplice gioco letterario, ma di una vera e propria arma per scardinare le regole del linguaggio ordinario e del controllo mentale. Una tecnica usata anche nelle avanguardie e nelle neoavanguardie. Per Borroughs il linguaggio è un virus proveniente dallo spazio esterno e il cut-up ne è l’antidoto: tagliando il testo, si distrugge l’ordine precostituito del potere, permettendo alla verità e al futuro di emergere. Burroughs ripeteva spesso una massima: Quando tagli il presente, il futuro perde sangue. Ma mi sono rifatto anche al Manifesto Il Ladro di Borroughs, in cui parla dell’artista come un ladro ispirato e devoto a cui tutto appartiene: parole, colori, luci, suoni, pietra, legno, bronzo. Borroughs dice: «Saccheggiate il Louvre! Abbasso l’originalità, l’ego sterile e assertivo che ci imprigiona mentre crea. Viva il furto puro, spudorato, totale. Noi non siamo responsabili. Rubate tutto quello che c’è in vista». I frammenti di frasi ed episodi raccontati in questi Canti, pur rifacendosi liberamente a vicende realmente accadute, sono opera di fantasia. Anche i personaggi, le opinioni espresse, le interviste, i titoli dei giornali, i versi poetici e narrativi di altri autori o cantanti, i dialoghi attribuiti nella finzione poetica e narrativa a individui esterni o enti collettivi identificabili, o nominalmente identificati, sono da ritenersi immaginari. Sempre immaginari, in quanto connessi alla finzione poetica e narrativa, i riferimenti a lettere, slogan pubblicitari, articoli di giornali su carta o sul web, editoriali, post, preghiere danze indiane, commenti ai post, nomi di cooperative, ditte, multinazionali, eccetera. Tutto il poema racconta la battaglia avventurosa tra due giganti: il Comitato Bosco Ospizio formato da attivisti ecologici e cittadini che difendono un vero e la cooperativa il Bosco® che intende costruire un nuovo supermercato della sua catena chiamato proprio il Bosco®, abbattendo il vero bosco maturale e spontaneo che è nato spontaneamente in venti anni di abbandono. Sono molto interessato al fatto che si stia andando, verso qualche modo, per una questione ambientale che riguarda tutti, oltre al concetto di proprietà privata. Buona lettura! Buon Divertimento! Buona lettura! Buon Divertimento! g.c.