Una risposta

  1. Paola Semeghini ha detto:

    non sono per niente d’accordo.. mi spiace per quel 6 per cento che però nel giro di un mese sono stati messi in teorica condizione di ricevere ausili informatici per mettersi a seguire. Tutte le famiglie hanno telefoni, anzi spesso quelle più povere sono anche quelle che non rinunciano a un ultimo modello, per desiderio di status symbol perchè vittime del consumismo, per ignoranza. Io noto che invece dopo le ovvie ifficoltà iniziali, il lavoro di comunicazione è diventato personalizzato, capillare, rispettoso delle difficoltà familiari e tecniche. Io non ho mai comunicato così tanto con i miei ragazzi, e anche non li ho mai potuti seguire così personalmente e da vicino. Ci dobbiamo fare i complimenti.. e pensare subito come evitare le classi pollaio e all’edilizia scolastica, perchè in effetti le scuole non sono adatte a stare in sicurezza e la vita dei genitori non è organizzata per essere aiutati dalla scuola in caso di doppi turni, possiblità di consumare un pasto a scuola dalle medie in su, di fare sport nell’orario scolastico, come avviene in altri paesi europei. E’ un posto da cui fuggire quando suona la campana non per le persone, ma per le struttre e l’organizzazione e le poche risorse investite. E le famiglie sono sole sono soli i ragazzi che non hanno i mezzi per fare altre attività pomeridiane, per non andare a lezioni private…è chiaro che in questa situazione e con un trattamento stipendiale che non tiene conto del merito, molti purtroppo hanno pensato a tirare a fare il minimo, bene ora non è possibile, in questa situazione i furbetti emergono e si devono tirar su le maniche. I controlli sono più semplici e possibili.
    Ma molte sono anche l eccellenze, le buone pratiche le sperimentazioni che sono un segno di amore per le nuove generazioni e il concetto di scuola per TUTTI. IL resto sono polemiche sterili e anche un pò sorpassate. Buonasera

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