Questo 6° e ultimo Libro dei CANTI EMILIANI, si intitola NON STANCARSI MAI DEI DONI, verso tratto da una poesia della poetessa Amelia Rosselli, morta suicida dopo un’intera vita passata a combattere la malattia mentale.
Nel primo di questo Canto, il XXI Canto, intitolato COVID, si parla della grande pandemia e della separazione con mia moglie.
Nel CANTO XXII, intitolato INTELLIGENZA ARTIFICIALE, sono citati tratti della prima lettera enciclica di Papa Leone XIV interamente incentrata sulla custodia della persona umana nell’era dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie digitali emergenti, ma parlo anche dell’inizio degli anni più duri della mia vita legati a una forte depressione legata alla malattia di Bipolare 2.
Il XXIII CANTO si intitola MAMMA e registro la rinnovata vita insieme a mia mamma, a casa sua, dopo aver lasciato la casa in cui vivevo con mia figlia e mia moglie, il suo aiuto prezioso di ottantenne ancora in buona salute, le tante parole passate insieme a mio fratello Claudio per farmi uscire da mesi e mesi nel buio e nel silenzio sdraiato nella camera matrimoniale dei mei genitori; il Canto si configura come un lungo ringraziamento.
Nell’ultimo Canto del Libro VI, che conclude l’opera CANTI EMILIANI, intitolata IL MONDO E’ UN DENTO STRAPPATO, anche questo un verso della poetessa Amelia Rosselli, racconto della vita sociale locale di Reggio Emilia e internazionale con l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, l’assalto degli Stati Uniti all’Iran e della guerra continua del Libano assaltata da Israele, ma anche del crescere di mia figlia ormai 21enne mentre io sono 62enne pensionato dopo 42 anni di lavoro come insegnante elementare nella scuola primaria italiana.
Ma in tutti questi ultimi 4 Canti, come in tutta la raccolta completa dei XXIV Canti Emiliani divisi in 6 Libri, ognuno di 4 Canti, scritti e riscritti in forma di poesia narrativa in un ampio arco di tempo, dal 1989 al 2026, i due pilastri centrali dell’opera rimangono le suggestioni legate ai Canti Pisani di Ezra Pound e, in particolare, al manifesto “Les Voleurs” (I ladri) di William S. Burroughs, che invita gli artisti a saccheggiare la cultura esistente attraverso il metodo del cut-up; il testo incita a superare il concetto di proprietà intellettuale, rubando stili e idee da musei, libri e musica per creare nuova arte. Per questo ultimo capitolo, il VI Libro, che immagino come la mia sesta sinfonia a parole, mixo ai materiali originali che seguono le mie avventure e disavventure personali e familiari, lo stesso manifesto di Burroughs, la sua biografia e quella di Ezra Pound, la mia biografia, episodi del mio romanzo pedagogico «Nascita avventurosa degli asili più belli del mondo» e una riscrittura di un canovaccio della Commedia dell’Arte, le canzoni «Mamma» di Beniamino Gigli e «La cura» di Franco Battiato, alcuni spot pubblicitari. (g.c. Luglio 2026).
CANTI EMILIANI
un poema narrativo lungo quarant’anni
- PRIMO LIBRO – CANTI EMILIANI DEI MORTI
- Canto I I cari inganni
- Canto II Chi ama brucia
- Canto III Cartasì
- Canto IV Rimozione forzata
- SECONDO LIBRO – LE VOCI DELLA POESIA
- Canto V Luglio
- Canto VI Ulysses on the road
- Canto VII Ivano
- Canto VIII Bassa stagione
- LIBRO TERZO – LA VITA NUOVA
- Canto IX Il disco di Phaestos
- Canto X Opa pro nobis
- Canto XI O sole mio!
- Canto XII Il Pulo
- LIBRO QUARTO – LA SANTA ALLEGREZZA
- Canto XIII Santa allegrezza
- Canto XIV Le vele di Calatrava
- Canto XV La famiglia
- Canto XVI Processo Aemilia
- LIBRO QUINTO – SOCIAL
- Canto XVIII Friday for future
- Canto XVIII Primo tricolore
- Canto XIX Angeli e Demoni
- Canto XX Social
- LIBRO SESTO – NON STANCARSI MAI DEI DONI
- Canto XXI Covid
- Canto XXII Intelligenza artificiale
- Canto XXIII Mamma
- Canto XXIV Il mondo è un dente strappato